Giordano Bruno ed il suo furore

 

Sarà Giordano Bruno il protagonista della seconda serata della rassegna,Domenica 19 maggio 2013 nel Castello Caracciolo di Cellamare, introdotta dalla presentazione del libro del Prof. Franco Manti “Bìos e pòlis. Etica, politica, responsabilità della vita; a condurre la presentazione Rosalba Valenza e Roberto De Flammineis a seguire lo spettacolo del Carro dei comici dal titolo: Giordano Bruno ed il suo furore.

 

Franco Manti

 Bíos e pόlis

Etica, politica, responsabilità per la vita

 Genova University Press

 

Sintesi.

 

Il termine bíos richiama, insieme, la vita nelle sue varie forme, anche non umane,  e la nostra biografia. Pόlis evoca la città con le sue relazioni sociali e le sue forme di governo.  Bíos e pόlis  assumono, oggi, una dimensione sempre più ampia di fronte alle sfide  e ai dilemmi  morali posti dalle scienze della vita e ai problemi  di governo planetario indotti da fenomeni come l’emergenza ecologica e la globalizzazione. In questo contesto, la decisione politica riguarda sempre più profondamente questioni che attengono alle nostre vite, a quelle delle generazioni future, alla stessa sopravvivenza della nostra specie.  L’Autore, a partire da tre fatti, il pluralismo, l’eterogeneità della morale e l’impossibilità di eliminare una certa quota di dissenso ragionevole, propone una critica del monismo etico che ha caratterizzato  le teorie morali quali il kantismo e l’utilitarismo, nelle loro varie forme, e sviluppa l’idea di competenza etica.  L’essere eticamente competenti comporta, anche, comprendere la specificità della decisione politica rispetto a quella morale, poiché  la prima richiede che, nel rispetto del pluralismo e delle libertà individuali, nessuno decida e legiferi sulla base di tutta la verità di cui si ritiene in possesso.  Egli individua, pertanto, nel  principio deontologico di neutralità politica rispetto alle concezioni controverse della vita buona il riferimento atto a orientare e giustificare le decisioni politiche. Tale principio risulta tanto più fondamentale nelle decisioni  politiche concernenti il bíos . Dopo aver discusso le principali teorie concernenti la biopolitica, l’Autore ne propone una definizione originale che, pur riconducendola al più ampio dominio della decisione politica in generale, ne individua la specificità nel suo mettere in questione lealtà morali profonde dei cittadini. Ne consegue l’esigenza dell’esercizio di una cittadinanza attiva, consapevole e  responsabile  all’interno dello sviluppo, su base planetaria, di una  democrazia cognitiva e di nuove istituzioni e modalità di governance  capaci di esprimere la ricchezza e la pluralità delle esperienze e delle “voci”. Nell’appendice  del volume vengono affrontate alcune questioni all’ordine del giorno nel dibattito bioetico quali la biocultura, le prospettive dell’ingegneria genetica,  la clinical governance, le direttive anticipate di trattamento e l’alleanza terapeutica, l’obiezione di coscienza  mostrando come le decisioni politiche in merito possano salvaguardare  le libertà e i diritti di tutti i cittadini se giustificate secondo il principio di neutralità politica.

 

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